Intervista sul mio giro del mondo

Raccontaci il tuo background

Sono sempre stato un ragazzo molto esuberante, quasi un ribelle direi. Ho fatto tanti errori nella mia vita e lo ammetto, ero un vero piantagrane.

Nonostante tutta la mia esuberanza non capivo perché venissi spesso giudicato per il mio comportamento, d’altronde mica siamo fatti tutti con lo stampino. Mi sentivo dire frasi del tipo: “Sei una persona che non ha capito nulla della vita” oppure “Non farai molta strada con questi ragionamenti”. Non ero come gli altri. L’ho sempre saputo. Ma cosa ci potevo fare io se non avevo intenzione di uniformarmi?

Finita la scuola, neanche diciannovenne, fui assunto da una grande multinazionale americana per lavorare su alcuni tipi di macchinari a raggi X negli aeroporti di Roma. In quei 7 anni di lavoro subordinato ero riuscito a raggiungere conquiste che agli occhi di tutti sembravano fondamentali per il proseguo della mia vita. Avevo una casa tutta mia, ero fidanzato con una brava ragazza, guidavo una macchina sportiva, insomma agli occhi di molti non mi mancava nulla e difatti pensavo anche io di dovermi sentire bene ed essere orgoglioso di tutto ciò che avevo.

Ma non era così.

Ogni mattina mi svegliavo e mi sentivo oppresso, chiuso in una vita che non mi apparteneva. A volte piangevo, altre volte avevo delle crisi isteriche, altre volte ero freddo come il ghiaccio…

Ma perché resistevo in quella vita che mi faceva stare così male? Non lo sapevo neanche io, probabilmente perché non vedevo una vera via d’uscita e perché comunque ero innamorato. Ho condiviso ben 5 anni della mia vita con la mia ex ragazza. Se ho resistito tutto quel tempo è perché lei è riuscita a farmi da scudo, a prendersi i miei nervosismi e amarmi come non ero mai stato amato.

Sapete, ho imparato che nella nostra esistenza cerchiamo di tracciare il sentiero della vita nel migliore dei modi, ma alla fine qualche volta occorre un evento brusco e inaspettato per riportarci sulla retta vita.

A me è successo proprio questo in un ormai lontano Novembre del 2016. Lei mi lasciò ed io inizialmente non avevo chiaro il perché, ma dopo alcuni mesi riflettendo ho capito che in realtà aveva ragione. Si meritava di meglio, si meritava un uomo che fosse davvero preso da lei più che dai propri problemi esistenziali.

Ero solo, ma in fondo mi ci sono sempre sentito.

Quello è stato il primo piccolo passo in avanti a livello di consapevolezza che mi ha fatto capire che potevo vivere in maniera diversa rispetto a come pensavo. Mi dicevo che se ero riuscito a superare questa dolorosa rottura, sarei riuscito a resistere anche ad altri cambiamenti nella mia vita.

Per capire realmente chi fossi e cosa volessi mi sono rivolto ad una psicologa che mi ha aiutato tantissimo. Sono riuscito a far uscire tutte quelle emozioni e quelle sensazioni che avevo messo in disparte da sempre.

Durante questo percorso con la psicologa stavo iniziando a comprendere come mettere le basi per un nuovo inizio, verso la strada che più mi si addiceva.

Fino a quando per destino, casualità, o chiamatela come volete, la mia vita cambiò, grazie ad un mio ritrovato amico che mi presentò Stefano e Manuela e il loro stile di vita e di pensiero.

Finalmente non ero più la voce fuori dal coro. Avevo trovato delle persone che stavano sulla mia stessa lunghezza d’onda. Avevano un progetto di vita alternativo che più avanti avrebbe preso il nome di “Ecovillaggio L’Asino e la Luna”, dove donne e uomini di tutte le età, un giorno hanno deciso di realizzare un sogno: vivere una vita serena, in mezzo alla natura, essere felici, liberi, amare ed essere amati. Quando mi è stato presentato l’embrione di questo progetto, ho capito immediatamente che era esattamente quello di cui avevo bisogno per ripristinare i miei istinti e le mie emozioni sopite. Ho sposato in pieno quel progetto e la mia vita è iniziata a cambiare passo dopo passo. Ascoltavo tutti, ero come una spugna, una spugna di quelle veramente secche che quasi quasi si sfaldano. Le persone che ruotavano attorno al progetto erano la mia acqua.

Grazie a L’Asino e la Luna e alla mia psicologa sono riuscito a capire quale sarebbe stato il passo successivo per migliorare la mia vita.

Per capire cosa vuoi fare davvero nella tua vita hai bisogno di sperimentare, di essere aperto mentalmente e di ascoltare veramente ciò che dicono le persone accanto a te.

Così ho iniziato il mio processo di sperimentazione, per capire di più cosa mi piacesse fare e cosa volevo cambiare nella mia vita. È stato davvero utile, in quel periodo ho provato a fare molte cose, come probabilmente non avevo mai fatto in tutta la mia vita. Sono riuscito a dare una risposta ad una moltitudine di interrogativi e soprattutto avevo trovato (o ritrovato) l’animo da avventuriero.

Quando hai capito che il viaggio è la tua più grande passione?

Sono riuscito a capirlo proprio durante il mio processo di sperimentazione. Avevo appena finito di leggere il fantastico libro autobiografico di Francesco Grandis “Sulla strada giusta”, quando pensai al protagonista; lui era riuscito a liberarsi dalle catene che lo tenevano legato, aveva incominciato a vivere diversamente, aveva fatto un giro del mondo ed era riuscito a costruirsi attorno a sé la vita che faceva su misura per lui, quindi mi sono detto: “se lui c’è riuscito significa che non è un sogno impossibile”. Quel libro mi ha decisamente ispirato e grazie ad esso ho capito che non era fattibile pensare di visitare altri pianeti se intanto ancora non avevo visitato la Terra 🙂 Così decisi di voler fare un giro del mondo, esplorando tutti quei luoghi che mi hanno sempre richiamato.

Prima però volevo verificare se fare un viaggio in solitaria fosse davvero per me e se fossi davvero in grado di riuscire a cavarmela da solo dall’altra parte del mondo per così tanto tempo.

Così mi sono messo alla ricerca su internet di un posto non troppo lontano (per non fare il passo più lungo della gamba), non troppo costoso (non volevo spendere un capitale), non troppo bello (non volevo esaltarmi troppo vedendo certi luoghi) e non troppo turistico (per non tenere troppo basso il livello di difficoltà).

Dopo una lunga ricerca ho deciso di partire per una tre giorni in solitaria tra Manchester e Liverpool e l’unica cosa che ho fatto in anticipo, è stata la prenotazione di un letto nel dormitorio meno costoso e peggio recensito di tutta Manchester. Per il resto avevo deciso che non avrei organizzato nulla e sarei partito con solo un piccolo zaino. Era chiaro il mio intento di mettermi alla prova.

Neanche le mie più rosee aspettative avrebbero mai potuto concepire quanto io me la sia cavata bene e quanto mi sia piaciuto vagabondare in giro per Manchester e Liverpool. In quel momento ho capito non solo quanto fosse importante viaggiare nella mia vita ma anche che ero capace di adattarmi a molte più situazioni di quanto pensassi. L’esperienza maturata e le sensazioni che avevo provato erano state chiare. Potevo passare alla fase successiva…

Cosa ti ha spinto a “mollare tutto” e partire per il giro del mondo?

Il viaggio tra Manchester e Liverpool mi ha dato la consapevolezza di cui avevo bisogno. Ho capito che il sogno del giro del mondo era possibile. Ho sempre pensato che nella vita bisogna cercare di esaudire i propri desideri e per realizzare il mio ho avuto bisogno di dare un taglio netto a diverse cose nella mia vita. Quindi possiamo dire che sono stato spinto dai sogni che avevo e dalla consapevolezza di poterli realizzare.

Avendo chiuso la relazione con la mia ex, venduto la macchina sportiva di cui non avevo più bisogno, l’ultimo ostacolo da superare era mollare il mio lavoro.

Ho preso coraggio e ho mollato anche lui. Il 22 Settembre del 2017 decisi di licenziarmi, chiudendo di fatto il rapporto lavorativo con questa multinazionale. Mai altro giorno della mia vita mi lasciò sensazioni più contrastanti. Dovevo essere felice o infelice per la “pazza” scelta che avevo appena fatto?

Ero pronto a partire…

Torneresti indietro?

Ad oggi posso dire di no, anche perché in generale ho un carattere tale da riuscire a non pormi proprio questa domanda. Il passato ci è utile per migliorare il presente, ma non possiamo fare nulla per cambiarlo. Avere rimpianti o rimorsi non è da me perché cerco di concentrarmi su ciò che mi fa stare bene nel presente.

Cosa ti piace di più del viaggio?

Sicuramente essere libero di andare dove voglio seguendo il percorso che decido di seguire. Affrontare l’ignoto e vedere posti mai visti in vita mia mi fa sentire vivo. Amo la natura ed i panorami, amo esplorare le zone poco battute, amo stupirmi e relazionarmi con persone culturalmente diverse da me. Sono poi un amante della fotografia e quindi durante i miei viaggi trovo sicuramente pane per i miei denti 🙂

Raccontaci il momento in cui ti sei detto “ok, devo viaggiare per il resto della mia vita”

Sono convinto del fatto che la vita è in continuo cambiamento, spesso le cose cambiano in maniera quasi impercettibile, come ad esempio il viso di una persona giorno dopo giorno. Lo scorrere del tempo però ci cambia e quindi non posso affermare che viaggerò per il resto della mia vita. Non so cosa accadrà in futuro e onestamente mi va bene così. So solo che per il momento amo viaggiare, mi fa stare bene, mi dona gioia e mi regala uno scopo in più nella vita.

Come ti ha cambiato il viaggio?

Il viaggio mi ha reso più consapevole delle mie forze e debolezze, esso spesso mette a nudo determinati lati del tuo carattere. Ora sono sicuramente più maturo rispetto a prima. Ho visto con i miei occhi che nel mondo noi siamo dei privilegiati. Ho visto tanta fame e tanta povertà ed ho capito che voglio aiutare le persone che non sono state fortunate come lo sono stato io. Anche per questo motivo che credo molto ne L’Asino e la Luna. Io ero un ragazzo con delle potenzialità, certo, ma ero in enorme difficoltà. È stato grazie all’aiuto di persone generose che sono riuscito a cambiare vita e finalmente a stare bene accettandomi per quel che sono.

Quali sono le esperienze che ti hanno arricchito di più?

Credo che nella vita non ci sia miglior maestro del fallimento. Tutte le volte che ho fallito ho acquisito un’esperienza che si è poi rivelata fondamentale nel proseguo della mia vita. Sicuramente in viaggio ho avuto tanti belli e brutti momenti. Ogni giorno era una continua scoperta e questo perché ogni giorno andavo verso l’ignoto. Andavo alla scoperta di qualcosa che non conoscevo e questo arricchisce. Penso che prima di giudicare le cose, le devi conoscere. Il viaggio quindi combatte la superficialità umana che è sempre più divagante, soprattutto nei nostri giovani. Per questo io introdurrei un anno di viaggio obbligatorio e socialmente utile a tutti i ragazzi che finiscono la scuola. Proprio per farli crescere aiutando il prossimo. Altro che militare. Facciamo l’amore, non la guerra!

Raccontaci meglio il tuo progetto di viaggio…

Dopo aver mollato il lavoro che era l’ultima cosa che mi teneva “incatenato”, ho impiegato diversi mesi nel capire di cosa avevo davvero bisogno ed organizzare in linea di massima il mio viaggio. Sono partito il 4 Aprile del 2018 e la mia prima destinazione fu Rio de Janeiro. Non avevo un progetto ben definito, sono partito perché sentivo che ne avevo bisogno. Sentivo che il viaggio avrebbe potuto rispondere a diverse domande che mi ponevo ed è stata quasi una necessità. Le uniche cose che sapevo per certo erano i luoghi da visitare, ma comunque ero aperto a soluzioni di diverso tipo strada facendo. Durante questo percorso ho visto luoghi fantastici, ho incontrato persone illuminanti e ho fatto tantissime cose che non avevo mai fatto. Questi 264 giorni sono stati un concentrato di vita. Ho vissuto quasi 9 mesi in giro per il mondo, ma è come se fossero stati diversi anni di vita normale. Le mie tappe sono state: Brasile, Argentina, Bolivia, Perù, Messico, Usa, Canada, Giappone, Australia, Filippine, Singapore, Malesia, Thailandia ed Egitto.  

Dove ti trovi adesso? Per quanto tempo rimarrai “fermo”?

Ora sono ritornato nella mia casa di Cerveteri, una cittadina fondata dagli etruschi, vicino Roma. Resterò “fermo” sicuramente fino a quest’estate. Sto lavorando a diversi progetti che hanno bisogno di pazienza e tempo per essere avviati.

Qual è la tua prossima destinazione?

Ora ho un altro sogno. Ho visto centinaia di luoghi fuori dall’Italia, ma non tantissimi all’interno del nostro paese. Per il 2020 ho un progetto molto particolare, una sorta di giro d’Italia ma fatto in maniera alternativa.

Il paese che ti ha colpito di più?

Non c’è stato un paese in particolare che mi ha colpito più di un altro. Ogni paese nel mondo ha le sue caratteristiche positive e negative. Posso però affermare con certezza che il più bel posto che ho visto durante questo viaggio è stato il Moraine Lake, in Canada. Un lago che trasmette un sacco di energia, così come il Machu Picchu, le Antelope Canyon o la vista del Monte Fuji dalla Chureito Pagoda. Sono immagini che rimarranno nella mia mente per sempre.

I locals che ti hanno colpito di più?

Anche qui vale il discorso fatto prima. Non c’è stato un popolo che mi ha colpito più di un altro. Sono tutti diversi e bellissimi, proprio grazie alle loro differenze così marcate. Amo la diversità, sia per quel che riguarda la natura ma anche per quel che concerne le persone con il loro carattere. Non si può paragonare la vita che fa un giapponese ad un boliviano ad esempio. Sono realtà differenti.

Com’è viaggiare da solo? Quali sono le difficoltà?

Viaggiare da solo ha tanti vantaggi, ad esempio perché puoi decidere cosa fare giorno per giorno, ora per ora, in totale autonomia, senza dover scendere a compromessi con nessuno. Oppure perché un viaggio in solitaria ti fa maturare molto di più rispetto allo stare in compagnia. In tanti momenti ti ritrovi completamente da solo e incominci a pensare, il cervello si mette a fare dei giri immensi e proprio in quegli istanti spesso riesci a conoscerti meglio e a capire cosa vuoi.

Però come tutto nella vita, anche viaggiare in solitaria non è sempre rose e fiori. Ci sono anche tanti aspetti negativi, come la condivisione, che sta alla base dei rapporti umani. Ad esempio quando vedi qualcosa che ti colpisce non hai nessuno con cui condividere quell’emozione. Oppure quando sei in grossa difficoltà non hai nessuno a cui chiedere aiuto. Ma da questo punto di vista forse è una fortuna che siamo quasi 8 miliardi. In mezzo alla folla riesci sempre a trovare qualcuno che è disposto a darti una mano. Il problema di essere 8 miliardi più che altro sta nel fatto che la maggioranza di essi vive nell’ignoranza e pensa solo ai suoi interessi invece che a quelli di tutto il genere umano. Forse è anche per questo che sognavo di diventare un astronauta, per cambiare pianeta 🙂